Vivo. Ma non so più dove sia il mare. Cammnino nel cielo.

Eccomi

Utente: atrebla
Nome: Alberta Barbagli
Amo scrivere da sempre, ma spesso non ho trovato il tempo di farlo, ora voglio prendermi questo tempo. Per questo desidero dichiarare apertamente, scrivendo appunto anche racconti, poesie, e quant'altro, che si tratta di opera di fantasia e ogni riferimento a persone, cose o fatti accaduti è puramente casuale. Inoltre questo blog non viene aggiornato secondo una periodicità fissa pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Cammino Nel Cielo © Alberta Barbagli Contatti: alberta.barbagli@gmail.com WebSite: - PROGETTO: thepageof.com - PER COMPRARE IL MIO LIBRO: http://stores.lulu.com/albertabarbagli

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venerdì, 04 settembre 2009
THEPAGEOF.COM presenta LifeStyle Magazine

thepageof.com presenta LifeStyle,

il magazine curato da Donatella Luccarini.

LifeStyle è il magazine di news che si occupa di fashion, arte, cultura, cinema, hotel & resorts, turismo, beauty, luxury e tanto altro ancora.

Soglia le nostre notizie on line, www.thepageoflifestyle.com

 

thepageoflifestyle.com

 

 

Postato da: atrebla a 16:44 | link | commenti (1)
work

sabato, 06 giugno 2009
AMAZON.COM

Grande News.. da oggi i miei libri sono in vendita anche su amazon.

link:

http://www.amazon.com/s/ref=nb_ss_gw?url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=alberta+barbagli&x=12&y=18

WOW !

Postato da: atrebla a 12:58 | link | commenti
libri, libro, lulu

martedì, 17 febbraio 2009

Il Sibilo della Pietra

 

..è arrivato !!!

Finalmente on line anche il libro fantasy che da tempo aspettava di essere pubblicato e letto!

 

Niente. Niente è ciò che avevao di fronte. Non riuscivano a vedere nulla, solo il vuoto.

Poi una bambina bionda si avvicinò a loro camminando su un corridoio di mattonelle bianche che si formava ad ogni suo passo, sospeso nel niente.

"Finchè non farete un passo rimarrà il vuoto qui intorno" disse.

"Ma se facciamo un passo cadremo!".

"Non cadrete, fate come me. Crate il vostro sentiero".

_____________________________________________________________

"Il Sibilo della Pietra" è una favola per tutti che racchiude un importante messaggio, solo credendo fortmente in qualcosa la si può ottenere e soprattutto bisogna sapere affrontare le proprie paure per liberarsene e continuare a sognare. Da dove proviene il richiamo che avverte July, talmente insistente da scegliere di seguirlo? Quale mistero si nasconde dietro questa affannata ricerca? Chi sono i volti delle donne che vede nella sua mente? Perchè le sembra di aver già vissuto questa avventura? Attraverso pericoli, labirinti, enigmi, foreste, personaggi improbabili, July scoprirà cosa l'ha portata ad affrontare questo fantastico viaggio in un mondo così lontano ma in realà più vicino di quanto pensasse.

www.lulu.com

http://www.lulu.com/content/6120360

my store:

http://stores.lulu.com/store.php?fAcctID=3383102

 

 

 

Postato da: atrebla a 19:04 | link | commenti (1)
viaggi, cultura, libri, vita, fantasy, libro, scrittura, lulu, curiosità, sibilo, il sibilo della pietra

giovedì, 22 gennaio 2009
..una sera a teatro.. ritrovi il filo conduttore della vita.

Ieri sera sono andata a teatro a vedere uno spettacolo davvero unico e molto molto interessante.

La prima cosa che ho notato appena seduta in platea, prima fila, si proprio quella dove devi stare con il collo teso per vedere bene e dove spiffera l'aria dai bocchettoni, sono state le birre.

C'erano delle bottigliette  di birra appoggiate vicino ad ogni postazione.

La scena era accuratamente preparata in attesa che il palco venisse popolato da un attore, un cantante e quattro meravigliosi musicisti. A piedi nudi e tutti interamente di bianco vestiti.

Uno spettacolo unico perchè parlava di arte, con temi attualissimi. Un libro scritto da uno dei musicisti che è diventato il testo di questo spettacolo, recitato da un regista-attore veramente molto bravo. E così parole scritte in un libro si sono fuse in piena sintonia con canzoni e brani musicali, tipicamente blues in un'atmosfera talmente carica di emozione che era impossibile non restare affascinati per tutto il tempo. Nonostante il freddo, le poltroncine scomode e il torcicollo che si faceva strada sotto il coprispalle.

Tuttora, mentre scrivo qui sul mio blog, sto ascoltando la sua voce, calda e che sa interpretare perfettamente diversi personaggi tra le note di questo magico blues. E stamattina in macchina l'ho ascoltato di  nuovo. Sulle onde di queste note non può succedere niente di male e si ha l'impressione che il cielo sia sereno anche se c'è la nebbia e non vedi la macchina che ti sta di fronte.

E' così che dovrebbe essere. L'arte, quella vera, andrebbe promossa maggiormente, in quanto è talmente bella che merita di entrare in tutte le porte e di regalare emozioni a tutti.

Un libro, un attore che interpreta in modo sublime i personaggi meglio riusciti della storia. Un cantante che ride, ride di gusto mentre canta e mentre osserva gli amici musicisti suonare questi misteriosi strumenti dalle mille sfumature, seduto a lato della scena, sul pavimento con la schiena contro il muro, con il suo cappello bianco, le gambe incrociate con i piedi nudi, una birra in mano e il microfono nell'altra. Denti bianchi, sorridenti. Una cornice umana per questo quadretto carico di semplicità, per la scenografia scarna scelta, e della profondità più assoluta, per il contenuto e le emozioni dipinte sui volti dei musicisti e dell'attore.

EMOZIONE.

CULTURA.

ARTE.

SCRITTURA.

Il tutto racchiuso in un piccolissimo teatro freddoloso di provincia, in mezzo alla nebbia.

E LE BIRRE. Lì in terra. Sorseggiate di tanto in tanto.

Le birre e lo capisci soltanto alla fine, fanno parte della storia.

.."sono medicine contro la velocità".

CIRCABLUES

http://www.myspace.com/circablues

 

Andatelo a vedere, comprate il libro, ascoltate il cd.

Un toccasana per la mente e per il cuore.

 

 

Postato da: atrebla a 21:52 | link | commenti (3)
cultura, libri, vita, comunicazione, emozioni, scrittura, emozione, curiosità, first life

martedì, 23 dicembre 2008
Cammino Nel Cielo diventa un libro..

Pubblicazione1

Da oggi 'Cammino Nel Cielo' è anche il titolo della mia raccolta di racconti.

Il libro si può acquistare solo su www.lulu.com   

 http://www.lulu.com/content/5257501 

Per me, che l'ho scritto.. è una vera emozione tenerlo tra le mani!

Buon Natale a tutti!

 

Postato da: atrebla a 16:02 | link | commenti (1)
libri, racconti, vita, libro, lulu, raccolta, camminonelcielo

martedì, 21 ottobre 2008
Mentre cuoce la pasta..

Stasera ero andata da mio padre, ero arrivata prima e avevo pensato di mettermi a lavorare sul pc, per far passare il tempo.

Poi mi sono ritrovata ad ascoltarlo. A seguirlo per la cucina mentre cucinava un ottimo sugo di verdure, per poi metterci la pasta, aveva amici a cena.

Abbiamo riso e parlato e non ci siamo accorti che il tempo passava.

Proprio come quando ero piccola. Solo che ora ho 30 anni e lui un po' di più..

Eppure è stato come tornare indietro nel tempo, anzi meglio. Meglio, perchè oggi siamo cresciuti, tutti e due. Non importa se in modi diversi o a tratti per strade completamente separate. Conta che a un certo punto i nostri sentieri si siano uniti e i nostri occhi abbiano sorriso.

E' stato un momento davvero magico. Magico perchè ho ritrovato un papdre dopo tanto tempo, se così si può dire. Un uomo che rispetto e amo.

Sono quei momenti in cui ti accorgi di quanto sia profonda la vita e tutto il resto passa in secondo piano.

La luce nei suoi occhi, la gioia di immaginarsi un futuro nuovo e pieno di energia e felicità fatta di gesti semplici, è qualcosa che non potrò mai dimenticare.

 

 

 

 

 

Postato da: atrebla a 22:58 | link | commenti (2)
vita, emozioni, emozione

sabato, 04 ottobre 2008
The Page Of

logo

 

 

 

 

..mentre inizio a scrivere, dopo tanto tempo, mi immagino la musica di quando Fabrizio Fontana faceva James Tont a Zelig.. tanananana tanananana... nanaaaaaaaanaaaaaaaaaaaaanaaaaaaanaaaaaaa

:-)

   ....in effetti si, è un momento davvero catartico.

Qualcosa di nuovo sta arrivando!

..cosa avrà mai escogitato la mia mente folle?!?!??!

Dopo ben 2 anni di riflessioni, dopo decisioni difficili, dopo 'ansie' e tormenti, dopo un enorme numero di riunioni e notti insonni.. finalmente.. tra poco inaugurerò uno dei miei sogni più grandi. (non so davvero spiegare quanto tempo e impegno ecc.  passi dall'idea alla realizzazione di un progetto.. soprattutto se è un progetto di business e vivi in Italia!)

L'dea che ha invaso la mia mente e ha cambiato negli ultimi mesi la mia vita sarà inaugurata tra poche settimane.

Nel frattempo solo un'anticipazione..

                                                                               www.thepageof.com

Questo post è per dire a tutti, ma proprio tutti, che tutto è possibile. E tutti possiamo fare tutto.

O meglio.. inutile stare lì a riflettere sulle idee, quando vengono bisogna abbracciarle con forza e renderle reali e concrete, seguire l'istinto.

Just do it.

Postato da: atrebla a 18:28 | link | commenti
cultura, vita, diario, web , comunicazione, marketing, idee, work, , first life

martedì, 12 agosto 2008
Finchè morte non ci separi.

Di certo non poteva immaginare che dietro quel cancello potevano nascondersi tali segreti. Restava spesso al calare della sera seduta su quella panchina ad osservare i due vecchietti che concludevano le operazioni della giornata e si ritiravano nel loro piccolo grande rifugio. La casetta di fronte al giardino, gialla, con il tetto rosso. Era proprio un appuntamento quotidiano ormai per lei. Se ne stava lì seduta a gambe incrociate con la settimana enigmistica in mano e una matita. Nessuno lo sapeva, ma perlopiù lei pensava. Non era avvezza ai giochi di intelletto, e restava dunque in balia dell'aria fresca di primavera, ogni giorno, per qualche ora di assoluto nulla. Nulla eccetto che per le vicende dei due vecchietti che abitavano la casetta di fronte al giardino, al di là della strada. Erano ormai sulla novantina ma entrambi ancora autonomi e arzilli a dire il vero.

Era chiaro che da lì, da quella angolazione, da quel punto di osservazione, Isabel, non poteva assolutamente immaginare che in realtà, dietro quella porta, la notte capitavano cose improbabili.

Non poteva certo pensare che quel tardo pomeriggio, il vecchietto, in quel preciso istante in cui lo osservava, stava confidando alla nipote di passaggio che aveva timore a rientrare in casa quella notte. Dalla panchina però notava un'espressione nuova sul volto del vecchietto, uno sguardo impaurito, sembrava quasi che si muovesse anche lo stomaco, tanto era preso da una sensazionale ansia.

No, non poteva sapere. E da quella distanza era proprio impossibile leggere i labiali.

Anche la nipote sembrava scossa al sentire il nonno parlare e vedendolo in questo stato.

Poi uscì la vecchietta di improvviso e lui smise di parlare, come se fosse appena affiorato dal nulla il suo oppressore. In silenzio ma con lo sguardo che diceva assai, il nonno teneva il braccio della nipote, come se non volesse lasciarla andare via. Voleva un'ancora di salvezza.

Chiedeva aiuto.

Perchè mai un anziano signore, dovrebbe chiedere aiuto prima di entrare nella sua casa per il ritiro della notte? Anzi, dovrebbe essere felice, che la giornata sia finita, che sia stata una buona giornata e che finalmente sia ora di riposare.

Andò via dal giardino, dalla sua panchina, con una certa preoccupazione quella sera. La scena che vide da lontano le aveva lasciato qualche punto interrogativo e sopratutto un certo senso di inquietudine. Isabel non era affatto tranquilla.

Non poteva certo immaginare, che il giorno dopo avrebbe trovato l'annuncio sui giornali. Che avrebbe letto di loro sulla prima pagina del quotidiano. Incredibile.

Certe cose pensi che accadano soltano nei film.

Fu così che imparò qualcosa di nuovo sui due vecchietti, che l'accompagnavano nei suoi pensieri, ogni sera di primavera.

Erano entrambi sulla novantina e prossimi alla possibile morte. Per cui, nessuno dei due voleva morire prima dell'altro. Era una sorta di lotta tra loro. Erano marito e moglie, certo, ma nascondevano nei loro cuori una quantità di rancore che restava incollato alle loro vite fin dal periodo della loro gioventù. Troppi  figli, troppe volte incinta, e la colpa era tutta di lui, suo marito. Possibile che non faceva altro che metterla incinta?!?  Era stanca di fare la mamma, la moglie, la domestica, la baby sitter, la nonna, era stanca di tutto. Mentre lei sgurava i piatti e lavava pannolini di stoffa lui era fuori e chissà dove, nei bar a trovare altre donne. Vero? Eh si.. e ha continuato a farlo per anni, anche dopo, anche da vecchio.

Non voleva essere più debole di lui, doveva fargliela pagare, doveva morire prima lui di lei. Lei doveva sopravvivere e dimostrargli che era più forte. Ride bene chi ride ultimo.

Si erano ripromessi l'un l'altro che un giorno si sarebbero uccisi e dovevano stare in guardia. Bene, quel momento, all'insaputa di tutti, era giunto.

Nessuno voleva essere da meno.

Ogni notte da qualche mese, si apriva una battaglia intima e segreta all'interno di quella casa, al di là della strada. Nessuno poteva immaginare.

La vecchietta si chiudeva dentro la cucina, a chiave, e attendeva che il marito  prendesse sonno. E poi piano piano con il coltello da cucina, silenzionsamente, usciva fuori e andava fino all'orlo del letto dove lui dormiva. E stava lì in agguato con il coltello in mano in attesa che lui si muovesse. Non poteva ucciderlo mentre dormiva. Era troppo scontato. Doveva guararlo negli occhi e dirgli che lei era più forte mentre il coltello scendeva lentamente nella carne.

Non avrebbe avuto rimpianti o rimorsi, tanto il giorno dopo forse non si sarebbe neppure ricordata di quel gesto. Avrebbe visto il marito morto e avrebbe pensato che erano entrati i ladri.

Nessuno seppe mai come andò realmente la storia dei due nonnini.

Quello che trovarono le forze della polizia dentro quella casa non si poteva descrivere.

Morirono entrambi. Il vecchietto fu trovato morto lungo il corridoio, steso su un fianco, vicino a un tavolino con il telefono. La vecchietta fu arrestata il giorno dopo mentre faceva la spesa al supermercato e morì poco prima dell'interrogatorio, mentre sedeva nella macchina dei carabinieri, sul sedile posteriore.

Dissero che morì con il sorriso sulle labbra, che le riempiva il viso.

Isabel da quel giorno non andò più in quel giardino, su quella panchina. Faceva il possibile per tenersi alla larga da quella via. Rimase a pensare a milioni di risvolti possibili, chissà da quanto litigavano. O forse non discutevano affatto, forse semplicemente cercavano di uccidersi, oppure cercavano di restare vivi, guardinghi, ogni notte, sotto il tetto della casa che era stata la loro per una vita intera. 60 anni insieme. 6 figli. 10 nipoti. 6 figli dei nipoti. 4 generazioni finite sulla lama di un coltello.

La casa al di là della strada è ancora lì. Tutti i passanti la scrutano curiosi.

Un giorno sarà messa in vendita e sarà soltanto suo il segreto di questa storia.

 

Postato da: atrebla a 18:09 | link | commenti (3)
racconti

martedì, 29 luglio 2008
Assenza.

Non sa.

Ma coglie.

La sofferenza può diventare fierezza.

 

 

Postato da: atrebla a 19:31 | link | commenti
poesia, pensierimatti

L'incrocio.

Sono ferma al semaforo, nell'incrocio di una città accaldata alle undici di mattina.

Quello che vedo è davvero surreale. O meglio, l'atmosfera in cui sono calata è surreale.

Sul bordo della strada, piegata a gambe divaricate sul marciapiede intravedo una ragazza dai lineamenti orientali, con i capelli neri lisci. Sta divorando qualcoa, con le mani, con la bocca, con i denti, è qualcosa di davvero rivoltante. Eppure lei è lì, sul bordo della strada, sotto un sole secco che mangia qualcosa come se fosse nella foresta. Azzanna la preda e non la molla. La gusta come una leonessa farebbe con il suo malloppo, in preda alla fame più pazzesca.

Dietro di lei sono stesi dei panni, sul marciapiede, attaccati alla ringhiera di una azienda immagino. Forse abbandonata. Vaga chinata sulle ginocchia piegate con i piedi girati verso l'esterno.

Mangia e mastica. Mastica. Estrae dalla bocca quello che sta divorando e lo assapora con gli occhi, mentre scende dalle mani.

E io la guardo dallo specchietto per non farmi notare perchè non riesco proprio a capire come possa stare lì.

Lei non mi noterebbe neanche se avessi l'auto fluorescente e cominciassi a suonare il clacson a più non posso, tanto è intenta nel suo daffare.

Prima che scatti il verde, guardo avanti, e proprio dove il marciapiede fa angolo vedo una ragazza, dall'aria nostrana, con la coda e uno zaino in spalla. Sola. Con le braccia si oscilla avanti e indietro come se facesse un'altalena.

Sgrano gli occhi e resto ancora lì a guardare cercando di capire cosa stia facendo.

Si dondola, nell'aria, con le braccia e poi con il busto. Con la coda e lo zaino che fluttuano di qua e di là.

E' sola, non c'è nessun altro, è vicina alle strisce pedonali.

Ma non attraversa. Resta lì a dondolarsi.

Penso improvvisamente di essere in un sogno, perchè il caldo non può farmi questi effetti.

Ci sono quaranta gradi, merda.

Ma io ho il condizionatore in macchina, sto bene. Sono fresca.

Dove diavolo sono finita?!?!?!

..finalmente arriva il verde.

La ragazza dai capelli neri dritti a spaghetto è ancora lì che mastica.

La ragazza con lo zaino si sta dondolando nell'aria.

Premo l'acceleratore e passo. Ma ho quasi paura a superare questo incrocio così pazzesco.

Dopo due svolte ritorno in una strada più familiare e finalmente il paesaggio fuori dai miei finestrini riprende le sembianze di sempre.

Scuoto la testa e penso al signore dei giornali. Quell'omino che tutte le mattine ormai da due anni e mezzo mi attende all'incrocio verso il lavoro, mi saluta con lo sguardo, ora anche mi sorride, e mi lascia passare. Non ho mai comprato il giornale alla fine. Eppure lui.. ha iniziato a sorridermi. Ho per mesi preparato il denaro in macchina, ma poi quando arrivavo al semaforo era verde. E poi ho capito che saremmo stati amici lo stesso. Anche se non compravo niente.

E' un cenno che ogni giorno rende la mia mattina qualcosa di unico e speciale, perchè so che finchè lui è lì a salutarmi non può accadere niente di brutto.

Questa mattina non ci sono passata, il lavoro mi ha portato per altre vie.

Attendo domani, e come ogni giorno penso che vorrei dargli quel racconto che ho scritto per lui, un anno fa. E come ogni volta che mi viene in mente, penso che sia meglio di no, ma quel sorriso di energia buona l'indomani non me lo toglie nessuno.

 

 

Postato da: atrebla a 19:15 | link | commenti (2)
racconti, vita, istanti